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Progetto Salviamo l’ Amazzonia PDF Stampa E-mail
Scritto da Carbon Currency Foundation   

amazonIl “Progetto Salviamo l’ Amazzonia” della Carbon Currency Foundation mira a preservare la più importante foresta pluviale del pianeta e forse la piú minacciata dalla colonizzazione a scopi agricoli e per allevamento. Non é facile mantenere intatte le foreste tropicali. Il problema è che sono situate su alcune delle più vaste distese di terra rimanenti nel mondo, adatte allo sviluppo delle colture e del pascolo. Secondo l’USDA (United States Department of Agriculture) tutto il territorio destinato alle colture degli Stati Uniti potrebbe entrare nella pianura centrale sudamericana e nella foresta amazzonica al nord.  L'Amazzonia brasiliana potrebbe contenere Italia, Bosnia, Repubblica Slovacca, Germania, Belgio, Austria, Repubblica Ceca, Spagna, Olanda, Svizzera, Inghilterra e ancora ci sarebbero aree non occupate. Gli alti prezzi del petrolio hanno favorito la sostituzione delle foreste tropicali con campi di grano e canna da zucchero.

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La fonte più promettente di etanolo per alimentare una nuova serie di macchine per pulire è rappresentata dalla canna da zucchero brasiliana, la cui produzione è cresciuta e sta spingendo i campi di soia in Amazzonia. La colonizzazione senza controllo é il maggior pericolo per le foreste pluviali.  Di ridurre la deforestazione tropicale si parla da decenni. Nonostante gli enormi sforzi profusi, i risultati sono stati nella maggior parte dei casi inferiori alle aspettative, sia per l’estrema complessità del problema che per l’inadeguatezza di alcune delle soluzioni proposte. Solo l' 1,99% delle foreste brasiliane é protetto con aree di preservazione permanente, l'Amazzonia brasiliana con 369 milioni di ettari, ha solo il 3,6% dell'area sotto protezione ambientale. Cosa allora sta oggi alimentando nuove speranze, qual’è l’elemento-chiave di un nuovo approccio per combattere la deforestazione? Sostanzialmente, i soldi. Semplificando un po’: perché mai i Paesi in via di sviluppo dovrebbero ridurre le emissioni di gas serra dovute alla deforestazione, quando il problema dei cambiamenti climatici è stato in larghissima parte causato dai Paesi industrializzati? Se si vuole preservare le foreste tropicali perché ricche di carbonio (oltre che di biodiversità), occorre offrire incentivi economici significativi per non tagliarle. Il “valore ambientale” delle foreste può finalmente uscire dall’accademia ed entrare in Borsa: così come oggi già esiste in Europa un mercto della CO2 (l’Emission Trading Scheme, che al momento non include il settore forestale), in un domani non troppo lontano potrebbe essere possibile assegnare un reale valore economico al carbonio contenuto nelle foreste tropicali. Allo stesso modo - e questo è il nocciolo della proposta - sarà possibile compensare economicamente anche la “deforestazione evitata”. Conti alla mano, questa compensazione potrebbe potenzialmente rappresentare un incentivo assai significativo per ridurre la deforestazione.
allevamentoCon il “Progetto Salviamo l’Amazzonia”, la Carbon Currency Foundation si ripromette di acquistare, con fondi delle donazioni, ampie aree di foresta Amazzonica oggi nelle mani di latifondisti, per trasformarle in Aree di Preservazione Permanente Registrate. Queste aree non potranno mai più essere usate per fini agricoli o per allevamento e saranno controllate via satellite in modo da garantirne l'integrità. Attualmente la legge permette attraverso un progetto di disboscare il 20% di una proprietá. Ma chi é in grado di controllare in aree remote e inaccessibili? Un agricoltore con 10.000 ettari di terreno, legalmente può deforestare 2.000 ettari, dopo aver mappato l'area di protezione totale (mettiamo 500 ettari), può sottoporre al governo un piano di gestione forestale ed ottenere il permesso per lo sfruttamento dei rimanenti 7.500 ettari, considerati dal codice riserva forestale. 
Combattere la deforestazione tropicale, oltre all’evidente beneficio per il clima, avrebbe anche altri importanti vantaggi quali la tutela della biodiversità e, potenzialmente, la promozione di un uso più sostenibile delle risorse naturali.
Con il programma del  “Progetto Salviamo l’Amazzonia”, i privati e le imprese potranno partecipare alla preservazione della foresta con donazioni “per ettaro”. Ogni ettaro di foresta Amazzonica ritiene annualmente 15 tonnellate di anidride carbonica. I governi dei paesi industrializzati stanno pagando attualmente 20 euro per tonnellata di carbonio ritenuta (carbon credit) e si stima che nel 2012 il prezzo dovrebbe essere elevato a 35 euro per tonnellata. Gran parte del mondo scientifico promuove anche e soprattutto crediti per la preservazione. Tra le opzioni possibili i "clean development mechanism" o CDM spingono anche sulla "sequestration" del carbonio, attraverso politiche di riforestazione o di riduzione dei processi di deforestazione già previsti. La teoria alla base di questa scelta è quella secondo la quale non importa dove avvengono le emissioni, anche perché queste non hanno confini. Dunque, alla stessa stregua, non importa dove vengono ridotte. Meglio allora piantare alberi che ridurre le emissioni attraverso le nuove tecnologie? Alcuni studi stimano che il 15 per cento delle emissioni mondiali di gas serra si potrebbero infatti abbattere semplicemente ricorrendo alle "sustainable foresty practices", espressione anglosassone che sintetizza un concetto più difficile da esprimere in maniera altrettanto succinta in italiano. Di fatto si tratta di politiche di gestione delle foreste ispirate a criteri di sostenibilità. Anche in questo caso, come più in generale per la compravendita di "carbon credit" la pratica sembra aver nettamente sopravanzato la teoria e quella che sembra solo una visione da fantascienza è in realtà un dato di fatto per numerose multinazionali. Un po' all'ombra dell'attenzione dei mass media, sono già numerosi, infatti i contratti di "verde in cambio di anidride carbonica". Nell'agosto dello scorso anno aveva fatto scalpore la decisione di General Motors di finanziare con un assegno da 10 milioni di dollari il recupero di una porzione di foresta pluviale in Brasile. "Solo un gesto d'altruismo? - si chiedeva il periodico Newsweek in un suo editoriale. - Sì e no visto che organismi governativi nazionali e internazionali, potrebbero premiare questo gesto con dei crediti all'emissione di biossido di carbonio che proprio quegli alberi assorbiranno nei prossimi quaranta anni". È solo il primo passo verso una politica di "sequestration" dell'anidride carbonica", hanno poi dichiarato i responsabili della GM. Infine per ridurre i 14,5 milioni di tonnellate di emissioni causate dai suoi 180 MW di impianti termoelettrici l'Aes, società di produzione con sede nelle Hawaii, ha stretto un accordo con il Paraguay per un'area di foresta tropicale di 60 mila ettari. L'investimento globale di 3,8 milioni di dollari porta a un costo totale per l'operazione a carico della AES di 0,14 dollari per tonnellata di anidride carbonica per i prossimi 35 anni. Anche in questo caso sembra essere il classico buon affare. E non solo per l'ambiente.
turtlesIl Progetto Salviamo l’Amazzonia, richiede una donazione per ettaro. I fondi raccolti saranno utilizzati per acquistare nuovi appezzamenti di foresta pluviale primaria, sottraendoli all’agricoltura e all’allevamento.
Quali sono i benefici dei donatori:
1.       Partecipare attivamente alla preservazione della piú importante foresta pluviale esistente, considerata il polmone del mondo.
2.       Deducibilità della donazione dalle imposte.
3.       Un Titolo di possesso del terreno per fini di conservazione ambientale che permette di incassare eventuali Crediti di Carbonio per la preservazione (attualmente la Comunità Europea paga 300 euro all’anno per ettaro riforestato); vendere o trasferire il titolo; realizzare progetti auto sostenibili in collaborazione con gli abitanti della regione (i progetti devono essere approvati dalle autorità brasiliane e la Fondazione coordinerà gli interventi) tipo: allevamento di tartarughe, pescicoltura, raccolta di piante medicinali, ricerca, pesca sportiva, turismo ecologicamente sostenibile, abitazioni ecologicamente corrette, ecc.
4.       Uso del logo della Fondazione in pubblicità, siti d’internet, ecc.
I donatori riceveranno:
1.       Un certificato che attesta la proprietà dei diritti di 1 ettaro di foresta Amazzonica con le coordinate di GPS del terreno.
2.       Un Titolo di possesso del terreno per fini di conservazione ambientale, attraverso una Scrittura Pubblica notarile iscritta nel registro di Titoli e Documenti del comune in cui si trova il terreno.
Nota: La Carbon Currency Foundation manterrà la proprietà dell’area totale in modo da garantire l'inviolabilità della Riserva Naturale.

mamoriaIl Progetto Salviamo l’Amazzonia é iniziato grazie alla donazione di 100 ettari nella Boca do Mamoria, Municipio di Canutama, Stato dell'Amazzonia (Brasile) da parte della Offshore World Inc. (CNPJ 07.806.738/0001-90) www.offshoreworld.org 

Il contributo richiesto per salvare un ettaro di foresta amazzonica é di:
Euro 1,000.00
 
Per maggiori informazioni:
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Come si può donare:

1 - Con la carta di credito o Pay Pal on-line fino a 1 tonnellata di CO2 ritenuto per Euro 68.00
Donate Ora 68 Euro con Pay Pal Nota: Dopo aver pagato 15 tonnellate si puó richiedere il Titlo, mentre un certificato verra inviato entro 48 ore via e-mail.
2 - Con bonifico bancario. (richiedete per e-mail le coordinate: Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo
3 - Con assegno non trasferibile intestato a Carbon Currency Foundation, da inviare a Carbon Currency Foundation, Rua Floriano Peixoto 215, Office 05, Manaus 69005070 Manaus, Aamazonas, Brasil.
 

Localizzazione della fase 1 del Progetto nella Boca de Mamoria (cliccare qui per ingrandire l'immagine).

 

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Prima fase: "Parco Boca del Mamoriá" 

La prima fase del progetto si estende su un'area di 2,109,15 ettari, Il primo lotto, #15 di 106, 35 ettari ci é stato donato. Ora per completare il "Parco Boca do Mamoriá" dobbiamo acquistare e registrare come riserva ambientale gli altri 14 lotti, grazie ai contributi di imprese e privati. La documentazione completa é a disposizione facendo richiesta all'email Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo

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(cliccare qui per ingrandire l'immagine)

 

 
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